E-COMMERCE: ADEMPIMENTI BUROCRATICI

Gli adempimenti burocratici per l’apertura di un Negozio on line sono uno degli aspetti più trascurati, ma comunque necessari per l’apertura di un e-commerce.
Per aprire un sito e-commerce occorre eseguire una serie di pratiche burocratiche tra le quali, solo per fare un esempio, l’apertura della partita IVA, l’iscrizione alla Camera di commercio, all’INPS, ecc.
Analizzeremo in questa pagina quali sono gli aspetti burocratici da seguire quando ci si appresta a dedicarsi al commercio online e le autorizzazioni necessarie per essere in regola dal punto di vista legale e fiscale.

Apertura e-commerce: la partita IVA

Come per tutte le attività commerciali, anche per aprire un sito e-commerce è necessario richiedere la partita IVA. Se non l’avete già essa sarà necessaria sia se si deciderà di vendere sui marketplace, sia se deciderete di vendere i vostri prodotti tramite un e-commerce tutto vostro.

Apertura partita IVA online

E’ possibile presentare una richiesta di apertura partita IVA direttamente all’Agenzia delle Entrate, che provvederà quindi ad attribuire il codice numerico a 11 cifre che identificherà vostra azienda anche online.
In sostanza, entro 30 giorni dall’inizio della tua attività di vendita su internet, si dovrà presentare una dichiarazione di inizio attività, compilando il modello AA9/12 (in caso di persone fisiche) o il modello AA7/10 (in caso di soggetti diversi).
Potrete presentare il modello adeguatamente compilato direttamente allo sportello degli uffici dell’Agenzia delle Entrate, o tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure tramite il software scaricabile direttamente dal sito.
La compilazione di tali modelli non è una procedura semplice per cui, per per evitare di ignorare qualche adempimento, vi consigliamo comunque di rivolgervi ad un esperto.

Vendere online senza partita IVA

Se la vendita di un bene o di un servizio è occasionale, non occorre aprire la partita IVA, ma se la vendita online perde il requisito di occasionalità, la legge chiede al contribuente l’apertura della partita IVA.
A volte la differenza tra attività occasionale e non occasionale è molto sottile, per questo vi consigliamo di rivolgervi al vostro commercialista di fiducia che analizzerà il caso specifico e vi eviterà di incorrere in pesanti sanzioni.

Vendita online all’estero: serve il VIES

Se il vostro scopo è vendere all’estero tramite un sito e-commerce, non dovrete dimenticare di richiedere il VIES (VAT Information Exchange System). Si tratta di una iscrizione comunitaria che ti abilita legalmente ad effettuare operazioni intracomunitarie. L’iscrizione è obbligatoria non solo per coloro i quali vendono su internet al di fuori dell’Italia e nello specifico negli stati della comunità europea, ma anche per coloro che ad esempio hanno un sito e-commerce, vendono solo in Italia, ma acquistano la loro merce in altri Paesi europei.

Obbligo della PEC

Prima di aprire un negozio online, dovrete provvedere anche a procurarvi una PEC.
Contestualmente alla partita IVA, la legge 221/2012 che si affianca alle indicazioni contenute nella Legge 2/2009 ha reso obbligatoria l’apertura della PEC, la casella di posta che attribuisce valore legale alle comunicazioni.

Codice ATECO per l’attività di e-commerce

Nella fase di apertura dell’e-commerce, è fondamentale scegliere il corretto codice ATECO per il commercio online.
Il termine Ateco è l’acronimo di ATttività ECOnomiche ed è un codice alfanumerico che serve a classificare le imprese a livello contributivo.
Sul sito dell’Istat è possibile individuare il codice Ateco di un’attività economica.
Nel vostro caso specifico, il codice ATECO per e-commerce è il 47.91.10, che indica il “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”.
Se si possiede già un’azienda, ad esempio un negozio di abbigliamento, ma si desidera vendere tramite un sito e-commerce propri prodotti, dovrete comunicare all’Agenzia delle Entrate l’aggiunta del codice ATECO 47.91.10 come attività secondaria.

Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio

Contestualmente alla partita IVA, per aprire un e-commerce dovrà essere effettuata l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio della vostra zona. Si dovrà effettuare l’iscrizione entro 30 giorni dall’avvio della tua attività. Solitamente è il commercialista ad occuparsi dell’invio della documentazione attraverso la procedura denominata ComUnica (Comunicazione Unica).

Presentazione SCIA commercio elettronico

Anche se si intende aprire un e-shop e nonostante la tua attività riguardi esclusivamente la vendita online, è necessario comunicare al vostro Comune di residenza l’inizio della vostra attività. La comunicazione va fatta attraverso la presentazione del modulo SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso l’ufficio SUAP del vostro Comune. Quest’ultimo, una volta verificato il contenuto della pratica SCIA e-commerce, vi rilascerà una ricevuta con numero di protocollo, per cui non dovrete attendere ulteriori comunicazioni da parte dell’ufficio SUAP.

Iscrizione alla gestione commercianti dell’INPS

Per vendere su internet tramite un sito e-commerce, dovrete iscrivervi alla gestione commercianti dell’INPS, versando dei contributi con cadenza trimestrale.
Se siete in regime forfettario, l’importo annuale da versare all’INPS si riduce del 35%.

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